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La Bianchina Panoramica

A un mese di distanza dalla presentazione della Fiat 500 Giardiniera, nel giugno del 1960 esce anche la Bianchina Panoramica che, riproponendo la meccanica della Giardiniera, sfoggia tuttavia una linea più elegante e una carrozzeria meglio rifinita della cugina. La linea della nuova Bianchina Panoramica prima serie 60 ricorda anteriormente quella della trasformabile, con identici fregi anteriori (baffi e mascherina), mentre i rostri sono muniti di gommini paracolpi neri verticali. Tipico della familiare il nuovo disegno del posteriore, con il portellone incernierato in alto (anziché lateralmente come la Giardiniera) e il tetto raccordato al lunotto per permettere il massimo sfruttamento interno. Rispetto alla Giardiniera le portiere sono controvento, come quelle della cabriolet. Di nuovo disegno anche la lama paraurti posteriore che circonda il robusto fascione supporto motore. I fanali posteriori sono uguali a quelli della cabriolet prima serie, di cui conserva anche i fanalini luce targa laterali simili a quelli della Fiat 1100. I cerchi sono gli stessi della Giardiniera e presentano una calotta ruote a pressione senza il solito bullone centrale. Ai lati posteriori due piastre cromate a «nido d’ape» fungono da presa d’aria per il motore a sogliola (tipo 120.000), sistemato sotto il vano portabagagli. L’accesso al motore è assicurato da due maniglie a incasso, mentre per il rifornimento dell’olio vi è un apposito sportellino al centro del coperchio motore. Nella tradizione Autobianchi, gli interni sono ben rifiniti, rivestiti di vinilpelle bicolore a supporto rigido (nero quattro differenti colori) con cuciture verticali sia anteriormente sia posteriormente. Grazie a un apposito perno, il sedile posteriore può venire totalmente abbassato in modo da formare un unico vano di carico. Ottima la visuale laterale, migliorata sia anteriormente, con cristallo unico senza deflettore, sia posteriormente, con deflettori a doppio scorrimento. Assai ampio anche il lunotto posteriore, ricavato direttamente nel portellone, che viene mantenuto in posizione aperta grazie a un’apposita asta con rotellina dentata. Con il sedile posteriore ribaltato la capacità di carico è di circa 800 litri veramente notevole se si pensa che la vettura ha una lunghezza totale di soli 3,18 m (circa 20 cm in più della trasforma bile) ed è larga soltanto 1,32 m.

Per la nuova Panoramica l’Autobianchi prevede un notevole successo che possa dare un certo impulso alla società che ha visto rallentare le vendite della trasformabile. Il volume produttivo giornaliero è di circa 100 unità. Più brillanti della trasformabile le prestazioni, con velocità che sfiorano i fatidici 100 km/h e consumo di 5,6 litri per 100 km. Decisamente più alto della trasformabile il prezzo di 600.000 lire (25.000 lire in più di quello della Giardiniera).

Con la Panoramica l’Autobianchi risolve però il problema dell’abitabilità interna che aveva ridotto la clientela della trasformabile. Nasce così l’utilitaria di stampo europeo per la famiglia, una laboriosa «formica» che va ad affiancarsi alla «cicala» cabriolet.

La Bianchina Panoramica Seconda Serie D (1961-1964)

Anche se il motore resta sostanzialmente invariato, qualche piccolo aggiornamento meccanico contraddistingue la seconda serie della Panoramica, che adotta alcuni particolari della serie D. La modifica più rilevante è quella del serbatoio a cubo (anziché piatto come nella prima serie) sulla sinistra del vano anteriore. Su questo modello compaiono i deflettori ai vetri anteriori, mentre le luci posteriori targa non sono più a baffetto dilato ma con plafoniera unica al centro. Modificate anche le manigliette per l’aper tura del portellone, sempre esterne ma più grandi. All’interno, ai lati del tunnel centrale, compaiono inoltre due bocchette per il riscaldamento dei sedili posteriori.

La Panoramica Normale (1962-1964) Il successo di vendita iniziale (circa 20.000 auto vendute nel 1961) induce l’Autobianchi a sdoppiare la produzione affiancando alla versione precedente (che prenderà il nome di «decapottabile») anche un modello più spartano definito «Normale». Le principali modifiche esterne apportate alla Normale sono: tetto chiuso, cristalli posteriori fissi, sedili tipo standard, assenza dei baffetti anteriori e delle cromature sottoporta, cornici dei proiettori in alluminio, volante di colore bianco, assenza dell’indicatore benzina. In pratica, quindi, viene utilizzata la strumentazione della 500 Giardiniera.

Il prezzo di questa versione, che tuttavia non incontra particolari favori, è di 585.000 lire (10.000 in più della Giardiniera).

La Bianchina Panoramica Decapottabile (1961-1964)

Nonostante la nuova denominazione, rimane praticamente invariata (con prezzo abbassato a 595.000 lire) alla serie precedente, della quale vengono con servati il tetto apribile, la strumentazione, i fregi anteriori e laterali e il volante di colore nero. Monocolore sulla Normale, la verniciatura diventa ora bicolore, con tetto grigio chiaro o grigio scuro Altre modifiche interne riguardano le portiere con maniglie di nuovo disegno e l’inedito sistema di apertura del portellone, che avviene dall’interno dell’abitacolo mediante un anello sottostante i sedili posteriori e non più con le manigliette esterne.

La Bianchina Panoramica Terza Serie (1965-1969)

Come avviene per la berlina e la cabriolet, anche la Panoramica, con l’uscita della serie F, riceve varie modifiche: irrobustimenti meccanici e nuove soluzioni estetiche pur di piccola entità. La verniciatura ritorna monocolore. Due le versioni prodotte: quella a tetto rigido, definita semplicemente «Panoramica», e quella a tetto apribile, che si differenzia unicamente per il tetto e non come per la 2 serie anche nelle rifiniture. Cromata anziché dorata la scritta anteriore «Autobianchi» viene posizionata al centro e dopo il 1967 sulla sinistra in basso, verniciata anche di colore nero. Di nuovo disegno la selleria monocolore in finta pelle a supporto elastico e i pannelli porte con tasca laterale elastica; sul cruscotto compare il portacenere. Vengono adottate nuove leve in plastica nera per il devioluci e l’avviamento – starter. Il serbatoio benzina è aumentato a 22 litri e acquisisce la nuova forma a barilotto; il cassetto portaoggetti è in plastica nera. Esternamente scompaiono i profili sottoporta e le calotte ruote sono più piccole delle precedenti. Modificati anche i cerchioni che non hanno più le mollette di tenuta per la calotta ma semplici protuberanze. Nel 1967 nuove modifiche riguardano le luci posteriori con corpo in plastica cromata, la strumentazione (la scala del tachimetro è portata a 120 km/h), il lavavetro incassato sulla sinistra degli strumenti e il rivestimento in finto legno della parte inferiore del cruscotto, mentre quella superiore è in materiale plastico nero.

La Bianchina Panoramica Lusso (1967-1969)

Sempre alla ricerca di una differenziazione produttiva, nell’ottobre del 1967 esce anche la versione Lusso, molto più rifinita nei particolari. Queste le caratteristiche del nuovo modello: rivestimento in plastica nera su portiere e fianchi posteriori; pianale ripostiglio sotto il cruscotto in piano unico; pannelli portiere con borsa porta carte; appoggiabraccia per sedile posteriore; portacenere al centro del tunnel per passeggeri posteriori; nuovo sistema di aerazione interna con bocchette anteriori regolabili.

Malgrado la forte concorrenza della Fiat 500 Giardiniera, la Bianchina Panoramica ha rappresentato con i 160.000 esemplari prodotti, il modello di punta dell’Autobianchi dal 1960 al 1969, anno della sua definitiva uscita di produzione (anche se molte vetture furono vendute a tutto il 1970).

Bianchina panoramica